"L'educazione alla motricità è di grande importanza se si
vogliono creare le condizioni ottimali perchè lo sviluppo
psico-fisico del bambino sia organico ed equilibrato.
Essa
aiuta inoltre la persona a conoscersi nelle capacità e
nei
limiti che la caratterizzano e ne favorisce i processi
di
socializzazione. Consente infine di limitare la diffusione
dei
fenomeni come l'obesità o alcuni tipi di patologie
soprattutto
articolari che pesano negativamente sulla vita
e lo sviluppo
di chi è ancora in una fase di crescita".
Così scrivevano gli
esperti della Cattedra di Medicina dello Sport dell'Università
di Genova quando , nel 1994, il Comune affidò loro una
sperimentazione di attività motoria in 3 plessi riccionesi
di scuola dell'Infanzia.
Oggi, anno scolastico 2008/2009, dopo anni di
sperimentazioni, modifiche, adattamenti, allargamento del
numero di scuole interessate, l'attività motoria nelle scuole
dell'Infanzia di Riccione - comunali, statali e private - è
una realtà e coinvolge circa 1.000 bambini.
Tutti i nostri bambini possono "giocare" allo sport con il
proprio insegnante affiancato da uno specializzato in Scienze
Motorie.
E le due parole chiave sono "tutti" e "giocare".
Tutti perché non viene proposta la disciplina sportiva o
le discipline sportive, tutti perchè nessuno può essere
escluso dal gioco, tutti perchè non selezioniamo "i più
dotati".
Giocare perchè è il modo che i piccoli conoscono per
stare insieme agli altri, giocare perchè solo se lo sport è
gioco e puro divertimento non lo abbandoneranno ai primi
inevitabili insuccessi nell'età pre e adolescenziale.
Il Comune opera quindi uno sforzo organizzativo ed un impegno economico notevole
per promuovere la cultura del movimento sportivo, per creare la gioia di fare sport con gli altri.
La finalità è contrastare l'abbandono sportivo nell'età adolescenziale ritenendo la specializzazione precoce
una delle cause più importanti di frustrazione.
Se la scuola rappresenta il contesto più indicato per questo programma,
è nostra convinzione che siano necessarie altre interazioni con tutti i
soggetti interessati : scuola, famiglia, istituzioni, società sportive.
"Amico sport" vuole essere un percorso orientativo;
educare e orientare allo sport vuol dire aiutare il bambino ad amare lo sport
non certo ad avviarlo ad una disciplina sportiva: solo quando avrà
"capito" che con lo sport può migliorarsi e divertirsi, che gli
ostacoli fanno parte del gioco, potrà decidere quali discipline
scegliere. Logico quindi considerare l'attività motoria come strumento
di formazione e quindi considerare ogni bambino nella sua globalità,
adeguare i programmi alle diverse fasi dell'accrescimento, proporre
attività tramite un lavoro d'equipe.
In sostanza il progetto Amico Sport pone il bambino e non la disciplina sportiva al centro dell'attenzione.