"Il concerto" è uno dei film migliori della stagione: vitale, divertente, commovente, con musica e malinconia affascinanti. Trent'anni fa, al più stimato direttore d'orchestra del Bolshoi di Mosca venne chiesto di licenziare tutti
i suoi musicisti ebrei. Al suo rifiuto i musicisti: erano stati cacciati e lui ridotto alla funzione di uomo delle pulizie. Lavorando trova l'invito d'un teatro parigino a tenere un concerto, e ne fa lo strumento d'una vendetta:
rimette insieme il suo vecchio gruppo e lo sostituisce agli orchestrali del Bolshoi. Arrivati a Parigi, i musicisti ebrei s'abbandonano ai commerci, non osservano gli orari di prove, né le regole imposte dal teatro: l'incontro tra
una cultura slavo-orientale e la ricca cultura occidentale genera esplosioni nervose. Il direttore d'orchestra segue un suo percorso sentimentale: ma il concerto (è il Concerto per violino e orchestra di Cajkovskij) ricrea una
superiore armonia e uno struggimento romantico che conquista il pubblico francese. Attori bravissimi, colonna sonora magnifica, e la parte finale, il concerto, davvero magistrale