Un film inconsueto, divertente, anche profondo, molto originale e ben fatto. In un palazzo borghese di Parigi, tre personaggi. Una intelligentissima bambina laconica che ha deciso di uccidersi il giorno del dodicesimo
compleanno, che con la sua cinepresa filma tutti e tutto. Una portinaia quasi anziana, brusca e sciatta, che è in realtà un'intellettuale colta, adoratrice dei libri tenuti in una stanza segreta. Un signore giapponese che con
delicatezza e comprensione corteggia la portinaia Josiane Balasko, inducendola a recuperare un poco di amore per se stessa. I tre personaggi sono testimoni di nature e di un mondo singolare, portatori di sentimenti forti e
strani: infatti autentici, non toccati da convenzioni, ipocrisia o facilità. La narrazione è incantata come una favola, inspiegata come un enigma, ricca di verità e umanità, intrisa di leggerezza, solitudini e pathos. Il ritmo pacato,
quasi indolente, molto elegante, dà al racconto una sorta di realismo trasognato. Il film, recitato benissimo (anche la bambina è brava),è pienamente riuscito